Commercialisti, allarme scadenze: «C’è il rischio di un collasso del sistema tributario»

«C’è il rischio di un collasso del sistema tributario. Con ripercussioni pesanti su aziende e professionisti».Claudio Zago, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili diBolzano, lancia l’allarme: troppe scadenze tributarie in pochi giorni rischiano di creare, in questa seconda metà di giugno, un ingorgo in grado di mandare in tilt l’intero sistema. «Non si tratta certo di una situazione inaspettata – continua Zago – . Come Consiglio Nazionale abbiamo fatto presente al Governo quanto rischia di accadere da qui a fine giugno.Purtroppo le nostre segnalazioni sono rimaste inascoltate».

DALL’IRPEF ALLA TARI, IL CUMULO DI SCADENZE

Irpef, Ires, Imu, Tari, solo per far l’elenco delle scadenze che riguardano più contribuenti. Gli adempimenti vanno a gravare su commercialisti che non hanno mai fermato la loro attività, anche nei mesi di lockdown. Mesi intensi, non ancora conclusi, passati fra richieste di bonus, gestione della cassa integrazione, contributi a fondo perduto e reddito d’imposta per le locazioni.«Ci sarebbe una soluzione–conclude Zago–. Utilizzando un Dpcm, decreto delPresidente del Consiglio dei Ministri, si potrebbe mettere in campo un rinvio ponte fino al 30 luglio, per avere poi il tempo di spostare tutte le scadenze al 30 settembre.Così ne gioverebbero non solo i commercialisti, ma anche gli imprenditori colpiti dalla pandemia e quindi più in difficoltà nel trovare la liquidità per effettuare i pagamenti.Altrimenti corriamo un grosso rischio: gli studi professionistici o gli uffici amministrativi potrebbero trovarsi di fronte ad una mole di dati ingestibile».Dai commercialisti viene rilanciata poi un’altra richiesta: diversificare il calendario delle scadenze fiscali. I decreti «Liquidità» e «Rilancio» del Governo, da questo punto di vista, sono andati a gravare una situazione già annualmente poco sostenibile:l’accumularsi di scadenze a fine giugno e a fine anno.

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